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Lettera aperta al Governatore Oliverio

Lettera aperta al Governatore Oliverio

 Caro Mario,

mi permetto di rivolgermi a te, in un modo così confidenziale per via dei trascorsi che ci hanno visto insieme protagonisti della politica calabrese. Con quest'ultimo comunicato intendo difatti uscire non solo dall'agone politico, cosa che ho già fatto molti anni addietro, ma al contempo intendo lasciare il passo alle nuove generazioni, vera fucina di ideali di rinnovamento,  anche per rianimare il semplice dibattito politico.C’è sempre nella vita un necessario atto di riflessione che ciascuno, penso, debba compiere. So che per me è giunto il momento , per l’età ed i miei malanni, di dover ringraziare quanti mi hanno sostenuto, accompagnato o anche semplicemente accettato con le mie idee ed i miei difetti.Dopo anni di entusiasmante impegno sognando un Paese onesto e giusto, impegnato contro ogni ingiustizia e il servilismo , mi accorgo di non aver più l’entusiasmo e la forza di continuare. Io stesso mi considero ormai inutile e forse di ostacolo alle iniziative che amici, più giovani di me, cercano di poter realizzare. A tutti loro va il mio ringraziamento per avermi aiutato ad arricchire la esperienza di vita e per la pazienza di chi, pur da “posizioni” diverse mi ha accettato.La possibilità di aver incontrato e conosciuto così tanti amici in questo mio lungo percorso di vita è stata per me una esperienza emozionante e fantastica .
Vedi Mario, sin dall'inizio delle nostre attività, sebbene in schieramenti diversi, abbiamo comunque condiviso l'idea di perseguire il bene comune e la volontà di lavorare alacremente per la nostra Terra,- una Calabria  martoriata da mali di ogni genere e miseria dura -, per concederle qualche opportunità di riscatto e rivalsa da un corso storico spesso tanto ingiusto, da averla relegata al ruolo di ultima "ruota del carro".

 Oggi, tante cose sono cambiate e la politica non è più quella che ho imparato a conoscere e ad amare; non posso dire se è migliore o peggiore sicuramente è sempre più lontana dalla gente e quindi dal mio modo di essere. Per questo, oggi che sei alla guida del governo di questa meravigliosa Regione, mi permetto di rivolgere a te un ultimo appello, il mio ultimo saluto ai tanti amici che credono ancora che la nostra amata Calabria non sia solo il "fortino" della N'drangheta, giacché in essa vivono giovani, capaci e di buona volontà, che stanno dando lustro a questa Terra.  Mi riferisco ad esempio ad un Gianvito Casadonte, creatore del Magna Grecia Film Festival esperto di cinema per la Rai, commissario ministeriale ai Beni Culturali e uomo di comunicazione che nella nostra Regione ha creato una realtà mediatica eccezionale, conosciuta anche fuori dai confini italiani. Una delle manifestazioni culturali, ricche di contenuti, che come avviene anche per il Roccella Jazz Festival, che accendono i riflettori sulla nostra Terra, avvolgendola in un'atmosfera magica e surreale. Mi riferisco ancora a Daniele Rossi, presidente di Confindustria Catanzaro e imprenditore impegnato su scala internazionale.  Giovane esponente della nuova generazione dei Guglielmo,  alla guida di un colosso ha saputo affrontare con coraggio anche gli atti intimidatori diretti alle sue attività. Parlo di loro perchè sono, a mio avviso, il germe sano che dimora nelle coscienze di tanti altri nostri giovani figli, necessario per un processo di concreto rinnovamento nel territorio. Perchè per cambiare la Calabria davvero, bisogna assumersi la responsabilità di cominciare a puntare sulla meritocrazia, il coraggio di immaginare un futuro migliore da costruire con nuove energie e creare una Giunta Regionale coinvolgendo persone come Casadonte e Rossi utili, io ritengo, con le loro competenze a risollevare la cultura ed il turismo vero volano di sviluppo della nostra terra. Lo stesso coraggio che avevamo noi quando abbiamo iniziato a fare politica, lo stesso coraggio di cambiamento che ho visto nei tuoi occhi la prima volta che ti ho conosciuto. Caro Mario ho sentito la necessità di esprimere qualche opinione e mi sono permesso di dare dei consigli anche se non richiesti, perché so bene quale alto compito stai affrontando, ma alla mia età mi sarà permesso ed anche chi non condivide i miei metodi saprà perdonarmi, perchè io ancora non ho rinunciato a sperare, seppur da lontano, che la Calabria possa cambiare.

 

Con tanto affetto

Sergio Scarpino

già Assessore al Bilancio;  Assessore al Turismo della Regione Calabria

Presidente del Centro Studi  Don Francesco Caporale



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Saviano ricorda Falcone e Borsellino

 

A 20 anni dalle stragi di Capaci e via d'Amelio, nel corso dell'ultima puntata di "Quello che (non) ho" in diretta su La7 Roberto Saviano ha voluto rendere omaggio a Falcone e Borsellino. Un ricordo affidato a un passo dell'intervista che fece Gianni Minà il 23 maggio 1996 al giudice Antonino Caponnetto. "Non so cosa siano stati per me Falcone e Borsellino - dice Caponnetto - Sono stati la parte più importante della mia vita, sono stati tutte queste cose insieme: amici, colleghi di lavoro, figli, fratelli. Sono stati un punto di riferimento insostituibile nella mia vita"

Tratto da Repubblica.it

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