(Badolato 12/07/1872 - Catanzaro 6/10/1961) è figura di prestigio della nostra storia locale e regionale della prima metà del ‘900. Laureato in utroque jure, docente presso lo studentato teologico diocesano Pio X° di Catanzaro a questo prete, di grande statura spirituale e culturale, è infatti toccato in sorte di promuovere e accompagnare la storia del cattolicesimo sociale e democratico nella Calabria contemporanea. Il 1891 è l’anno della Rerum Novarum che “delinea principi fondamentali, spunti di riflessione e criteri di orientamento, per quei cattolici, altri cristiani e persone di buona volontà, che tentano di trovare nuove forme di impegno concreto per il raggiungimento del bene sociale e per la promozione di un nuovo umanesimo”. Lo “Sturzo di Calabria”, come don Caporale verrà definito, entra con entusiasmo ed impegno nel “popolarismo meridionale”, ossia nell’associazionismo cattolico operaio e contadino, e ne diviene ben presto punto di riferimento, unitamente ad altri grandi “popolari” calabresi, come il medico-poeta Antonino Anile di Pizzo e Vito Giuseppe Galati di Vallelonga, più tardi ministro dell’Istruzione nel primo e secondo governo Facta. Don Francesco Caporale lascia un solco profondo nel movimento cattolico operaio e contadino, per tutto il 900 fino alle soglie del Concilio, emergendo ancor oggi, come autore e personaggio di riferimento, nel panorama politico e sociale calabrese. La sua dimensione umana e spirituale mostra altresì alle nuove generazioni che non lo hanno conosciuto, i valori etici e civili della nostra terra, valori che, senza incertezze ed equivoci, soltanto i giovani, oggi, in Calabria, dimostrano di voler compiutamente conquistare e fermamente salvaguardare. Il 6 ottobre 1984, Giovanni Paolo II, in visita nella nostra Regione, lo ricorderà tra le grandi figure di sacerdoti della storia recente della Calabria. “Essi - dirà il Pontefice - hanno capito profondamente il senso della loro testimonianza, strettamente interconnessa e indissolubilmente legata alla dottrina sociale cristiana”.
Bibliografia :
Ketteler;
L’Abate Bayraud;
La chiesa e la cultura;
Per la scuola;
Contro l’analfabetismo;
Fiducia e pessimismo; Fidare e confidare; Giovanni Pascoli; Il XVI centenario costantiniano; Qual progresso; La Rerum Novarum; Le elezioni del Belgio; Una visita al Santuario di Paola; Fatti ed ammaestrati; P.S.I. ?; Svegliamoci; Un avvenimento di straordinaria importanza; Per la società degli “Amici dell’ Arte Cristiana”; Fatti eloquenti; La Pace; Un Partito senza programma e… un programma senza partito (partito radicale); Il Congresso per la cultura popolare e del CPS; Nell’anno 1913; La libertà della Chiesa alla Camera dei Deputati; Il Partito indefinibile; Il Santo Calabrese; Il 15 Maggio; Il Nostro Movimento Sociale; L’apoteosi d’un filosofo cristiano; La Massoneria; Al nostro posto; Il patto Gentiloni in Calabria; I cattolici e le elezioni; Attenti alla Massoneria; Massoneria, radicalismo ed elezioni; Per la scuola cristiana; Che cosa chiedono i cattolici in cambio dei loro voti; Che cosa domandano i cattolici nelle prossime elezioni; Il referendum sulla Massoneria e la difesa del Gran Maestro; La Vigilia elettorale; Situazione elettorale in Calabria; Previsioni; Chi ha vinto?; La risposta dei nazionalisti al Gran Maestro della Massoneria; In pieno carnevale; Le settimane Sociali; Per la nostra azione; Ancora della settimana Sociale di Milano; Il Segretario dell’U.P. per il Mezzogiorno; A raccolta!; Per la nostra azione; Una nuova rotta del socialismo francese; Il Congresso Nazionalista; Una vampata rivoluzionaria; In morte di Pio X; Malanni democratici ;